Addio alle feste con un bel canto: Pastorelli che vigilate

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Con l’arrivo dei Re Magi alla capanna  il 6 gennaio, giorno della Epifania, le festività di Natale si concludono. Cosi, come avevo promesso, vorrei chiuderle facendovi ascoltare un bel canto di don Luigi M. Dies: “Pastorelli che vigilate”. La registrazione che vi propongo è tratta sempre dalla raccolta di quel famoso concerto del 96: perchè in quel coro ci siamo noi tutti, quindi c’è la vivacità e l’impegno di tutti noi. Gli ormai vecchi “giuvane du paricchiane”.

Di questo canto voglio raccontare un episodio di tanti anni fa. 

Eravamo nel periodo natalizio, noi dei ragazzi molto giovani, stavamo provando con il parrocodon Luigi, un nuovo canto per Natale. Si trattava proprio di Pastorelli che vigilate.

Non ricordo bene se stavamo in chiesa o nella sala dove c’era S. Silverio, l’ultima in fondo dopo la sacrestia; comunque  mentre stavamo provando  ad un certo momento don Luigi si alzò dall’armonium e mentre faceva una specie di girotondo ci ammonì dicendo con fare scherzoso: 

  • Non si dice pastorelli che vi girate nella steppa in raccolto gregge”, ma: “pastorelli che vigilate nella steppa il raccolto gregge”, poi sorridendo soggiunse: ma vi sembra possibile che i pastori nella steppa sono in raccolto gregge e si girano intorno,  invece di vigilare il gregge raccolto?

Così capimmo il girotondo del parroco e ridemmo della battuta. Noi ragazzi in quel periodo eravamo sempre distratti a scherzare e per questo motivo non eravamo mai attenti alle parole e finivamo spesso con dire una cosa per un’altra.  In quell’occasione fu la voce di Tommasino De Luca molto squillante che fece sentire a don Luigi il nostro errore nel cantare.

Con questo ricordo che voluto condividere con voi e con questo bel canto,saluto tuttigli amici di Cala Felci e delle Forna, augurando a tutti un felice e sereno Anno Nuovo pieno di pace nel cuore.

Tonino Esposito

 

                           Pastorelli che vigilate

Pastorelli che vigilate nella steppa il raccolto gregge

alti gli occhi nel ciel levate scende un angelo ad annunziar:

          Nato è Gesù, Dio salva voi,

          correte a Betlem c’è Dio con noi   (2v.)

Stella, stella che brilli in cielo sei la stella del Figlio mio,

chiama, chiama a conoscer Dio i sapienti lontan, lontan.

          Verranno i Magi innanzi a te

          dolce bambino neonato Re.

Cuore, cuore che batti in petto al dolcissimo Figlio mio,

tu sei il cuore del grande Iddio che degli uomini ebbe pietà.

          Verranno gli uomini t’adoreranno,

          verranno i popoli ti serviranno.

          Caro Gesù, ma pria sarà

          che il Sangue tuo si verserà.  

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