Le tradizioni di San Biase

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Il 3 febbraio si festeggia San Biagio , il santo protettore della gola, per aver – secondo la tradizione – salvato un bambino a cui gli si era conficcata una lisca di pesce in gola, dandogli da mangiare una mollica di pane. San Biagio è un santo originario di Sebaste, in Armenia, dove lui venne nominato Vescovo e fu martire sotto l’Imperatore Licinio nel 300 circa. il suo culto è molto diffuso sia tra i cattolici che tra gli ortodossi.

Ai tempi dei nosri nonni – sia a Ponza che a Ventotene – il culto del santo era molto sentito. In quel giorno in chiesa c’era (e c’è ancora) il rito della benedizione della gola.

Alla fine della messa tutti fedeli in fila raggiungevano l’altare, dove ricevano la benedizione dal sacerdote che, appoggiando sotto la gola di ognuno due ceri incrociati, ogni volta bagnati in un contenitore di olio consacrato, pronunciava la formula: ” Per intercessione di San Biagio, Dio ti liberi dalle malattie della gola e da ogni altro male”.

Ma San Biagio non era solo il protettore della gola. Veniva invocato anche quando c’erano le tempeste con lampi tuoni e saette. La bella e antica preghiera che segue e che io vagamente ricordavo l’ho trovata nel libro I VENTOTENESI di Filomena Gargiulo

Preghiera a S.Biagio

Truone e lampe fatte arrasse

Chesta è a casa ’ i Santo Biase

Santo Biase e Santo Biasone

Chesta è a casa ‘i Nostro Signore

Nostro Signore steve ‘ntu campe

Nun ce puteva né truone e né lampe

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