Gli Stracquati: Ignazio Fresu

Ignazio Fresu presenta GRAVITY da Newton a Einstein un'installazione tra poesia e fisica

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di Rita Bosso

Ignazio Fresu

Ignazio Fresu, che nel 2014 ha partecipato a Lo Stracquo, presenta l’installazione GRAVITY .

Sarà presente alla Milano Design Week nei giorni 13 e 14 aprile e invita gli amici di Ponza, che a suo tempo apprezzarono l’opera esposta nei Cameroni: un paesaggio lunare, inaccessibile, in cui gli elementi naturali (il mare, la falesia) ristabiliscono il loro primato sulla fragile striscia di sabbia dorata, la assalgono, la fagocitano.

 

Anche in GRAVITY il messaggio è reso con pochissimi elementi.

La narrazione è affidata a mele e a parallelepipedi, null’altro. Mele, perché la storia della gravitazione inizia con una mela che si stacca dal ramo, cade sulla testa del giovanissimo Isaac Newton e suggerisce un’ipotesi ardita: la forza che attrae la mela al suolo è la stessa che mantiene la luna in orbita intorno alla Terra. Ovvero: mele e astri sono soggetti alla medesima forza; pertanto Ignazio tratta la superficie delle mele in modo da farle somigliare a corpi celesti, utilizzando le tecniche che ci ha descritto ai tempi dello Stracquo.

 

Una forza universale agisce allo stesso modo sui corpi celesti e sui terrestri.
Newton  cancella la distinzione aristotelica tra corpi celesti, obbligati al moto uniforme, e corpi terrestri, che seguono traiettorie rettilinee. La forza a cui tutti i corpi obbediscono è “a distanza” – cioè senza contatto tra i corpi-; lo stesso Newton trova difficile accettarla, rinuncia a dare spiegazioni- “hypotheses non fingo”- e si limita ad osservare che la teoria è in accordo con i risultati sperimentali.


Occorre qualche secolo per comprendere che lo spazio non è il vuoto, un contenitore statico in cui sono sospesi  i corpi, mentre il tempo fluisce indisturbato. Lo spazio-tempo è un’entità che le masse modificano dinamicamente, è una specie di telo elastico su cui le masse creano avvallamenti, costringono gli orologi a rallentare. I corpi non si muovono su piani, attratti da altri corpi mediante fili invisibili ma scivolano lungo le pareti di superfici curve, ed è uno scivolamento destabilizzante, che costringe a rinunciare alle certezze più consolidate.

Tutto questo è reso da Ignazio Fresu in GRAVITY, definita “un’installazione di arte contemporanea in equilibrio tra poesia e fisica moderna”.
Il visitatore è protagonista dell’installazione al pari dei parallelepipedi e delle mele perché si muove all’interno di un campo gravitazionale, interagisce con le altre masse, ne avverte e ne provoca le oscillazioni.

A Ignazio, l’augurio che questa installazione ottenga i meritati riconoscimenti.
A tutti noi, l’augurio che i luoghi di Ponza possano nuovamente accogliere le sue opere.

L’installazione ULTIMA CENA di Ignazio Fresu nella chiesa di Ognissanti di Firenze, sotto l’affresco del Cenacolo del Ghirlandaio. 

 

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